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Ludoteche: una grande risorsa per la comunità.

Le ludoteche pubbliche sono tre le strutture più importanti messe a disposizione delle famiglie da parte dei comuni eppure quando ho chiesto tramite un sondaggio su Instagram mi sono resa conto che sono ancora poco conosciute ed utilizzate. 

Ma partiamo dal principio, cosa sono?
Sono spazi pubblici in cui bambini e genitori possono passare del tempo insieme e utilizzare liberamente i giochi messi loro a disposizione. Generalmente gli spazi sono divisi per fascia d’età all’interno dei quali ci sono attività e arredi adatti a loro e dove poter interagire con altri bimbi.
Nelle ludoteche poi è possibile noleggiare i giochi presenti esattamente come nelle biblioteche e nelle strutture più fornite ci sono anche zone dedicate al prestito di cd, dvd e film. 
Inoltre vengono spesso organizzati pomeriggi speciali con letture in lingua, attività legate all’ambiente, utilizzo dei programmi informatici e così via, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Perchè quindi portare i propri bimbi in ludoteca?

1) Spesso le nostre case non sono enormi e non è possibile avere una gran varietà di giochi. Inoltre le esigenze dei bambini cambiano velocemente e sarebbe un peccato fare un acquisto per utilizzarlo solo pochi mesi. Frequentando le ludoteche i bambini hanno modo di provare sempre cose nuove e potendolo fare prima si riesce anche a fare acquisti più mirati, con la certezza di comprare qualcosa di davvero apprezzato.

2) Sono spesso ambienti molto stimolanti, ricchi di colori, estremamente interattivi dove i bambini possono dare libero sfogo, sempre nel rispetto degli altri, a tutte le loro energie e curiosità. Nello spazio 0/3 c’è solitamente un mega tappetone su cui giocare tutti insieme a piedi scalzi e spesso diventa un mega parco giochi fatto di lego, anelli colorati, macchinine e piste dei treni.

3) Nelle giornate di pioggia sono la salvezza dei genitori! Pensate a questo maggio insolitamente piovoso, in cui ogni fine settimana sembra fatto di proposito ma viene giù il diluvio e del parco nemmeno l’ombra. Che si fa? Una gita in ludoteca e si passa il pomeriggio in modo divertente.

4) Per i bimbi piccoli che non vanno al nido è un ottimo modo per socializzare. Per noi che siamo esattamente in questa situazione è il modo ideale, quando non possiamo andare al parco, per far stare Giulio con i suoi coetanei ed imparare anche le regole della condivisione.

5) In una società dove spesso i ragazzini passano tanto tempo chiusi in casa a giocare ai videogiochi è davvero bello avere uno spazio in cui si possano trovare stimoli ad un tavolo da gioco, con pedine, tabelloni e altri coetanei con cui fare una partita ad un gioco di società. Frequentando le ludoteche vi rendete conto di quanto in realtà i ragazzini si appassionino in fretta a questo tipo di attività, tanto da chiedere spesso ai genitori di noleggiare il gioco per poterlo fare anche a casa con la propria famiglia.

6) Nonostante l’importanza che viene data ai giochi da tavolo, a volte c’è ugualmente una sezione per i videogiochi. A differenza di tutte le altre attività per cui non ci sono limiti di tempo, per queste l’utente ha a disposizione un tempo limitato, in modo tale da non demonizzare i videogiochi ma allo stesso tempo non dargli troppo spazio, incentivando così le attività di socializzazione.

7) Proprio grazie alla possibilità del noleggio c’è poi da tenere in considerazione un bel risparmio economico, sia per quanto riguarda i giochi, che i libri, dvd ecc.

8) Nelle ludoteche più attrezzate ultimamente ci sono spazi con addirittura gli strumenti musicali, dov’è possibile provarli con l’aiuto degli educatori. Trovo che questo sia una bellissima possibilità data ai ragazzi di approcciarsi ad un mondo che può essere molto costoso e di valutare così un reale interesse prima di fare investimenti economici di alcun tipo.

Insomma come potete vedere i motivi per frequentare le ludoteche sono davvero tanti, se non ci siete mai stati vi consiglio di provarci almeno una volta. 
Ahimè da quello che mi è stato detto non tutte le città sono ben organizzate a riguardo ma confido che negli anni le cose possano cambiare un po’ ovunque e che le amministrazioni comunali investano di più sui piccoli e meno su cose di dubbia utilità.

Prima di salutarvi vi lascio il link con gli eventi che trovate allo spazio culturale Orologio di Reggio Emilia, in particolare questi giorni saranno interamente dedicati all’ambiente in occasione della settimana della biodiversità. E sì, se incontrate un ragazzo alto, con gli occhiali e la barba che ama immensamente il suo lavoro è la mia dolce metà!

Un abbraccio.
Sara

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Pannolini lavabili, come gestire l’uso misto.

Pannolini lavabili sì o no? E’ il dilemma di tutti quei genitori che quando sono in attesa del proprio bimbo pensano a come avere il minor impatto ambientale possibile e valutano tutti i pro e contro di questa scelta.
Con questo mio post vorrei andare incontro a tutti coloro che per paura di non farcela decidono di non provare neanche ad utilizzarli e per far sentire meno inadeguate tutte quelle persone che come noi hanno optato per un uso misto.
Ammettiamolo, il mondo dei lavabili rivela spesso forti estremismi, più volte nei gruppi specializzati ho letto commenti davvero maleducati, offensivi e fuori da ogni buon senso rivolti a mamme che avevano delle difficoltà e dubbi. Ovviamente non sono tutti così, anzi, senza il loro supporto non sarei mai riuscita a intraprendere questa strada e ancora oggi li consulto quando ho qualche dubbio (soprattutto riguardo ai lavaggi).

Perchè uno dovrebbe optare per un uso misto invece che esclusivo? Per tutta una serie di motivi legati alla propria gestione familiare che secondo me nessuno dovrebbe permettersi di giudicare in nessun modo! Nel nostro caso le principali problematiche che ci hanno portato a questa scelta sono:

1) Non abbiamo l’asciugatrice e non abbiamo intenzione di comprarla.
2) Non abbiamo lo spazio necessario per avere più stendini per cui se usassi solo lavabili non riuscirei a gestire le lavatrici del resto del bucato.
3) Giulio di notte dorme già abbastanza male senza bisogno di aggiungere il problema cambio notturno.
4) Durante la dentizione con i pannolini lavabili abbiamo diversi problemi di arrossamenti e non ho nessuna intenzione di mettere il benessere di nostro figlio in secondo piano rispetto ad un pannolino in più buttato (ho visto cose che voi umani….).

Io sono convinta che piuttosto che rinunciarci a causa di queste difficoltà è mille volte meglio fare una via di mezzo, che ogni pannolino usa e getta in meno è prezioso.

Detto questo passiamo al lato pratico, illustrandovi come gestiamo noi i pannolini lavabili con uso misto. Inutile dire che questo è il nostro metodo, non dev’essere uguale o giusto per tutti. Ahimè bisogno provare e testare, finchè non si trova il proprio equilibrio.

CHE PANNOLINI ACQUISTARE:
Questa è la domanda che più spesso mi viene rivolta ma alla quale nessuno potrà darvi una risposta esatta. Ogni bambino è diverso dall’altro, per esigenze e forma fisica quindi quello che va bene per noi di sicuro non va bene per bambini esili. Vi rimando a questo post di Chi ha rubato le crostate perchè è fatto molto bene e spiega tutti i modelli che trovate in circolazione, con le varie caratteristiche. 
L’unica cosa che mi sento di consigliarvi è di valutare come siete messi ad asciugatura. Per noi un modello tutto in uno era impensabile, per questo abbiamo optato per cover più prefold. Ammetto che all’inizio questa cosa di dover fare “pieghe strane” all’inserto, per di più con un bambino anguilla, mi spaventava molto ma è stata una preoccupazione assolutamente inutile! Abbiamo imparato tutti e due presto e senza fatica, perchè sì, anche i papà li utilizzano senza problemi! Lo dico perchè spesso leggo di scelte di modelli tutto in uno “perchè così li può mettere anche il papà”. Sorpresa sorpresa, non sono incapaci come in tanti credono!

QUANTI PANNOLINI COMPRARE:
Anche in questo caso dipende dall’uso che ne fate, noi per un uso misto ne abbiamo 12. Il mio consiglio è di non acquistare tutto in blocco il vostro parco pannolini perchè potreste avere l’amara sorpresa che questi non siano adatti al vostro bambino. Io ho cominciato con tre, due marche non andavano bene perchè decisamente mignon e li ho rivenduti (lo potete fare tranquillamente nei gruppi fb dedicati), la terza era perfetta per noi e da lì ho iniziato a comprare gli altri. Li abbiamo presi un po’ per volta visto il costo non proprio esiguo e anche perchè le prime settimane le abbiamo usate per cercare di capirli meglio alternandoli molto agli usa e getta. Una delle cose che ho cambiato strada facendo è stato lo snappy, perchè per noi la versione classica era decisamente poco pratica, per cui siamo passati al boingo snappy, super comodo!

QUANDO INIZIARE:
Anche qui non c’è una regola universale. C’è chi se la sente o è già molto pratico ed inizia con i newborn da subito, chi li scopre quando il bambino è già grandicello e chi come me ha aspettato quattro mesi (come sapete abbiamo avuto un inizio di vita a tre un po’ traumatico). 

COME ORGANIZZARE IL PARCO PANNOLINI:
posso parlare solo del nostro modo e noi abbiamo organizzato lavabili e usa e getta in due scatole di legno poste vicino al fasciatoio, insieme a tutte le altre cose che ci servono. Non avendone tanti lo spazio che ci serve è ridotto ma questo cambia se fate uso esclusivo. 
Insieme ai pannolini teniamo anche gli inserti assorbenti da mettere dentro il prefold e i velini cattura pupù. Questi non sono assolutamente indispensabili ma vi semplificano molto la vita. Questi sono ovviamente inutili fino a quando il bambino non viene svezzato perchè non tratterebbero nulla.

DOVE RIPORLI PRIMA DI LAVARLI:
Quando mi stavo documentando una delle cose che mi spaventava di più era la gestione dei pannolini sporchi perchè leggevo spesso di testimonianze pessime riguardo a cattivi odori e simili. Onestamente questo problema noi non l’abbiamo mai avuto. Certo, sono sempre dei pannolini sporchi tenuti dentro un secchio ma non è nulla di diverso dagli usa e getta. Poi in teoria le feci andrebbero eliminate nel water e non buttate nella spazzatura. Noi ci siamo molto semplicemente muniti di questo bidone, all’interno del quale mettiamo la nostra wet bag.  Ne abbiamo anche una più piccola che uso quando vado da mia madre.
Nei primi mesi del bambino è necessario sciacquare i pannolini e strizzarli un po’ prima di metterli nel cesto. Fate attenzione a non stropicciare la parte in pul (quella esterna sintetica) perchè si rovina. Con lo svezzamento questo passaggio è praticamente inutile, vi basta eliminare le feci e metterli nel bidone.

LAVAGGI:
I pannolini lavabili vanno lavati spesso, non bisogna far passare più di due giorni da quando sono stati usati. La cosa più difficile è organizzare le lavatrici incastrando i vari lavaggi della famiglia ma fatto ciò non è nulla di difficile. Importantissimi sono i detersivi!
No quantità industriali di detersivo!
No ammorbidente e candeggina!
Usare i lavaggi ad alte temperature con moooolta parsimonia.
Non fare centrifughe forti alle parti in pul.

I pannolini rimarranno macchiati e non casca il mondo. Tante volte leggo di mamme che li vorrebbero bianchi splendenti ma senza usare detergenti aggressivi questo non è possibile. Le macchie se poste al sole tendono a sparire, non sempre le feci lasciano macchie e comunque sia non succede nulla. L’importante è siano ben lavati, tutto il resto è estetica.

Noi facciamo così: 
-La prima cosa che faccio è inserire solo i lavabili e le wet bag con la cerniera aperta nella lavatrice, senza detersivo e faccio fare un risciacquo veloce con 800 giri di centrifuga. In questo modo li avrete lavati dal grosso.

– Successivamente, se c’è spazio, aggiungo il resto della biancheria. Il lavaggio viene fatto con 15 ml di detersivo ecologico senza parabeni, sbiancanti ottici e ftalati, che poi è lo stesso che uso per tutti i lavaggi di casa, sempre con questa dose.  Ammorbidente fatto con una soluzione di 150 g di acido citrico  e 850 g di acqua distillata. Vi può sembrare molto poco ma in realtà è più che sufficiente. Volete avere la prova che se ne usate di più è troppo? Fate andare la lavatrice a vuoto, senza mettere detersivo e vestiti e ditemi cosa vedete. Scommetto una gran quantità di schiuma. E questo non va bene, per nulla!!! E non solo per i lavabili, ma per la vostra salute e per il pianeta. Sono tutti residui di detersivo che vengono a contatto con la pelle e finiscono inutilmente nella falda acquifera. Bisogna imparare ad avere un approccio diverso con i detersivi, un capo per essere pulito non deve profumare di lavanda.
Il lavaggio deve essere lungo, con un buon risciacquo. Nelle lavatrici recenti spesso viene caricata poca acqua per una (giusta) questione ecologica per cui i risciacqui non sono sempre efficaci. Mi rendo conto che questo è un po’ un controsenso ma io aggiungo a mano, direttamente nel cestello della lavatrice, una buona quantità di acqua per essere sicura che vengano lavati bene. 
Se necessario aggiungo un cucchiaio di percarbonato per disinfettare e smacchiare ma non è necessario usarlo sempre, anzi potrebbe danneggiarli. Io lo uso nei periodi in cui mette i denti perchè fa una pipì pressoché tossica!
La centrifuga deve essere sempre a 800 giri.
Una volta finito il lavaggio tolgo tutto ciò che è fatto di pul e rimetto la centrifuga a 1200 giri per strizzare bene tutto.

– A questo punto stendo. Vedete questa foto del nostro stendino? Ecco, non dovete stendere così! Concedetemi la foto artistica. I pannolini se stesi fuori vanno girati al contrario perchè il sole potrebbe rovinare il pul. Mentre il sole è amico dei vostri inserti, perchè aiuta a smacchiare.

ABBIGLIAMENTO:
I pannolini lavabili sono bellissimi, super colorati, allegri ma….parecchio ingombranti! Se questo non causa nessun problema nell’imparare a gattonare e camminare, può essere un po’ scomodo quando si tratta di vestiti. Dopo vari tentativi e grazie ai consigli di altre mamme ho scoperto che body e pantaloni h&m vestono con il cavallo bello largo per cui si adattano molto bene ai pannolini. Immagino ci siano anche altre marche migliori ma al momento non le conosco. 

Questo è il mio piccolo riassunto sulla nostra esperienza con i pannolini lavabili ad uso misto. Spero di non aver spaventato ulteriormente gli indecisi ma invece di averli invogliati a provare. Magari scoprirete di essere molto più bravi di me e di riuscire a fare un uso esclusivo.

Un abbraccio!
Sara

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Il mondo del riuso per i bambini, una scelta ecologica.

Appena diamo la notizia della dolce attesa, gli amici e i parenti che ci sono passati prima di noi cominciano a proporci tutta una serie di oggetti che loro non usano più e che potrebbero tornarci utili. Spesso però, appena fatta l’offerta, si sentono quasi in dovere di scusarsi e di precisare un “Se non ti offendi”. Io questa cosa dell’offendermi perchè mi vuoi dare una mano a diminuire le mille spese che comporta un bambino non l’ho mai capita, di cosa dovrei offendermi? Anzi dico grazie!

Non sono un’amante dell’usato, non mi troverete praticamente mai a frugare nei mercatini delle pulci e non indosso abiti vintage (anche se ci sto ripensando). Faccio semplicemente fatica a trovarmi in quel mondo, è davvero difficile che riesca a trovare qualcosa che mi conquisti e che mi faccia dire “Lo voglio!”. Dalla mia parte posso però dire che non sono una compratrice compulsiva, ho un piccolissimo guardaroba capsula, pochi oggetti selezionati che desidero mi durino nel tempo e non mi piacciono le case che scoppiano di oggetti.

Per quanto riguarda i bambini però credo sia un mondo completamente diverso, soprattutto per quanto riguarda alcuni oggetti che possono essere utilizzati più volte vista la velocità con cui crescono i pargoli.
Non è solo una scelta economica, per noi è principalmente ecologica.
Se penso a quanti giorni (sì, giorni) ha messo determinate tutine Giulio i primi mesi di vita mi sento male, sono praticamente nuove e buttarle mi sembra davvero un insulto al pianeta.

Come possiamo quindi avere un minor impatto sul pianeta e sul portafogli?



1) Accettare volentieri ciò che ci donano gli amici.
Siamo stati fortunati perchè per tante cose abbiamo avuto l’aiuto di amici che ci hanno donato seggiolino bici, tavolino per la cameretta, lettino (arrivato addirittura da un’amica conosciuta sui social!), diversi vestiti, la sdraietta. Sono tutte cose che se anche un po’ usurate sono assolutamente riutilizzabili e poi personalmente quei piccoli segni mi emozionano un po’, perchè penso agli altri bambini che li hanno usati e al ciclo della vita che continua.

2) Affidarsi a negozi specializzati dell’usato.
Ormai in tutta Italia ci sono questi negozi specializzati in cui i genitori possono vendere o comprare ciò che serve. Il livello di selezione della merce è molto alto quindi per quanto siano usati troverete sempre oggetti in ottimo stato! Noi ad esempio abbiamo acquistato il trio che era praticamente nuovo, risparmiando metà del suo prezzo, che non è poco!
3) Dare un’occhiata alla soffitte dei genitori.
Chi più chi meno tutti i genitori conservano qualcosa dei propri figli, se l’ha fatto mia madre che è ben più minimalista di me lo fanno tutti! Noi abbiamo il seggiolone che ha più di 30 anni e nonostante il design decisamente rétro fa ugualmente il suo dovere. Abbiamo recuperato anche alcuni giochi in legno, libri e lego: quel che si dice un tuffo nel passato!
E vogliamo parlare del vinile con le sigle dei cartoni animati anni 80? Giulio lo adora, crescerà con un’anima vintage.

4) Costruire con quello che si ha a casa. 
Per cercare di arginare il problema inquinamento si possono fare tante cose con quello che si ha in casa. Con un po’ di praticità alla macchina da cucire si possono confezionare coperte e lenzuolini e dando spazio alla fantasia si può dare vita a diversi giochi con pochi e semplici materiali che trovate in casa.

5) Acquistare fatto a mano.
Ovviamente sono di parte ma quando si parla di pratiche green per me ha sempre un ruolo fondamentale l’acquisto, dove possibile, di prodotti artigianali o comunque da piccoli produttori. Ci sono sicuramente meno passaggi, non c’è alla spalle un’industria inquinante, eliminiamo la questione sfruttamento del lavoratore e sostenete micro realtà del vostro paese.

Spero di aver fatto cambiare idea ai più scettici e di aver sciolto la timidezza di chi vorrebbe donare ma ha paura di offendere. 
Credo sia bellissimo dare una seconda possibilità agli oggetti e un gesto d’amore donarli a chi ne ha bisogno.

Un abbraccio!
Sara

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Come organizzare il menù settimanale.

Lo so che vi capita spesso di trovarvi davanti al frigo aperto, a contemplare tutte quelle verdure, mozzarelle, prosciutto e uova senza sapere cosa mettere insieme per la cena. E nel frattempo lo stomaco brontola, i bimbi dall’altra stanza chiedono a gran voce quando si mangia e il vostro cervello è decisamente troppo stanco per trovare una soluzione rapida, sana e buona.

Ma come sapete un modo c’è (secondo me) per ovviare a ciò ed è programmare il menù settimanale tutto in una volta.
In questo post vi avevo già raccontato quali sono secondo me i cinque buoni motivi per provare a gestire la cucina in questo modo e in tantissime lo avete trovato utile e d’ispirazione.
Ultimamente è un argomento che sta piacendo tanto, forse perchè una volta provato non si torna più indietro e lo si consiglia ad amici e parenti. Forse semplicemente perchè le cose da fare ogni giorno sono davvero tantissime ed averne una in meno a cui pensare non guasta.

Spesso però mi scrivete chiedendomi come si fa a creare un menù che sia equilibrato, mai noioso e soprattutto facile da gestire. Come sempre la mia non è la verità assoluta ma solo la voglia di condividere con voi le mie piccole scoperte, sperando che vi possano tornare utili.

Come prima cosa bisogna decidere quali alimenti si desidera portare in tavola e ciò ovviamente dipende dal vostro stile alimentare, esigenze di salute o scelte personali di vario genere. Noi abbiamo optato per una dieta mediterranea con poca carne, di conseguenza, una volta preparata la griglia della mia settimana con tutti gli spazi per i pranzi e le cene, comincio con inserire:

1) una volta  carne con verdura
2) una volta pesce con verdura
3) una volta uova con verdura
4) una volta torta salata alle verdure
5) una volta legumi
6) una volta zuppa
7) una volta (di solito il sabato sera) qualcosa di goloso tipo le piadine fatte in casa
8) una volta pasta fresca
Tutte le altre caselle mettiamo pasta e riso in vari modi.

Nel nostro caso ci sono due piccole complicazioni, ossia che mio marito non ha turni di lavoro fissi e a volte pranza fuori e in quel caso devo preparare un piatto che può portare via. Altre volte torna a casa molto tardi e preparo qualcosa che si possa scaldare al suo rientro. Infine c’è Giulio, che ancora non mangia tutto quello che preparo quindi devo fare un sotto menù per lui.

Una volta organizzato tutto vado a vedere che ingredienti mancano in dispensa e li aggiungo alla lista della spesa, in modo da poterla fare una sola volta a settimana (ovviamente tranne articoli freschi come latte e pane).

Importante quando si scrive la lista della spesa indicare se alcuni alimenti è bene che abbiano scadenza lontana. Vi faccio un esempio pratico. Noi facciamo la spesa lunedì o martedì e spesso nel weekend mi servono latticini per le ricette in programma. Per quelli segno che devono avere scadenza lontana, così non rischio che vadano a male o si rovinino. Sempre per evitare di rovinare gli alimenti il pesce lo metto in programma sempre per la sera stessa in cui lo compriamo.

Facendo così potete anche, se la ricetta lo consente, portarvi avanti per la cena o il pranzo del giorno e ottimizzare i tempi. Secondo me questo è un ottimo modo per mangiare in modo molto più sano, risparmiando tempo ma anche soldini (non si butta via nulla), si hanno meno grattacapi e ci si può dedicare con serenità ad altre cose.

Spero che questo post vi sia stato utile e che vi spinga a provare questo metodo.
Un abbraccio e alla prossima!
Sara

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Organizzare una festa di compleanno low cost.

Feste di compleanno dei bambini che rischiano di diventare dei party da matrimonio tra invitati, cibarie e costi vari. Scommetto che sapete di cosa sto parlando e la cosa vi ha un po’ stufato (o spaventa se per voi è la prima volta). Noi abbiamo vissuto l’esperienza pochi giorni fa e dato che siamo riusciti a trovare il giusto compromesso tra festa ben riuscita e budget, ho pensato che fosse utile da condividere con voi. Vi avviso però di una cosa, della serie “patti chiari amicizia lunga”, di basso in questo tipo di feste c’è solo il costo, perchè invece richiede moltissimo in termini di tempo e impegno. D’altra parte non si può avere tutto, direi che come sempre è una questione di priorità e ognuno sceglie quello che gli è più congeniale.

Ma andiamo subito al sodo e vediamo quali sono i punti cruciali per riuscire nell’intento:

– INVITARE SOLO CHI REALMENTE CI STA A CUORE.
Ok, detto così sembra brutto ma se si comincia ad invitare tutto il vicinato la spesa può diventare davvero ingente. Io sono di questo avviso anche per i matrimoni, figuriamoci per le feste di compleanno. Quindi via libera ai parenti stretti, agli amici di famiglia più affezionati e agli amichetti per i bambini più grandi ma direi che così è più che sufficiente. D’altra parte sono momenti importanti da condividere con persone importanti, non con il primo che capita solo per fare numero.

– NON ESAGERARE CON GLI ADDOBBI.
Quando si decide di fare una festa a tema la prima cosa che si tende a fare è un bel giretto su Pinterest in cerca d’ispirazione ed è un attimo poi a voler addobbare la stanza tipo il paese delle meraviglie. Quintalate di palloncini, decorazioni su ogni singola tartina, piatti e tovaglioli abbinati e via dicendo verso l’infinito ed oltre. Sia chiaro, è tutto molto bello, almeno da vedere ma assolutamente non fondamentale per una buona riuscita di un compleanno. Cosa ha fatto dare a me una bella frenata? Il fattore inquinamento. Sono partita con la smania di fare di tutto e di più fino a quando mi sono resa conto che la maggior parte di queste cose sarebbero diventate rifiuti dopo solo un pomeriggio e la cosa proprio non mi andava a genio. Se invece questo aspetto per voi è marginale prendete in mano la calcolatrice e fate due conti, sicuramente vi passerà un po’ di fantasia.

– CUCINARE LA MERENDA.
Io non ho neanche chiesto un preventivo ad un catering ma sono assolutamente certa che avremmo speso molto ma molto di più. Certo, cucinare per così tante persone è impegnativo, parecchio, è inutile far finta del contrario. Ma se siete un po’ abili ai fornelli, se scegliete ricette non troppo impegnative e vi fate aiutare da alcune basi pronte è tutto assolutamente gestibile. In fondo all’articolo vi lascio tutte le ricette usate da me.

Direi che questi sono i tre punti fondamentali per una festa low cost e vi posso assicurare che non sarà questo a renderla meno bella. Noi ci siamo divertiti tanto ugualmente e anche se Giulio non credo abbia capito che era il suo compleanno ha comunque passato un bellissimo pomeriggio con le persone che gli vogliono bene.

Come ci siamo organizzati noi, in soldoni, per l’allestimento
Il tema scelto erano le mongolfiere quindi ho dipinto con gli acquarelli (mia nuova passione) il cake topper per la torta che poi abbiamo conservato nel suo primo album di foto. 

Per lo sfondo siamo andati di riciclo selvaggio, nel senso che avevamo a casa una tovaglia di carta usata in un altro contesto che abbiamo riciclato come base. Poi con del banalissimo cartoncino colorato ho realizzato il disegno di un bimbo in mongolfiera che riprendesse il cake topper. Il tutto poi attaccato con scotch carta dietro al tavolo del buffet. 


Ho pensato fosse più pratico per gli ospiti avere i cartellini identificativi per ogni pietanza e questi li ho fatto stampando i nomi su semplice carta e poi incollati su una base di cartoncino che avevo a casa con le mongolfiere. 

La scritta di legno con il nome Giulio è un bellissimo regalo che ci ha fatto Sara di Vanity Shabby Chic per la sua nascita e ci stava proprio bene sul tavolo. 

Come tovaglia ho preferito una in cotone piuttosto che le usa e getta e dato che era stata fatta da me per il tavolo in sala mi era avanzata anche della stoffa che ho usato per foderare una scatola che ha fatto da base alla torta. 

Per quanto riguarda i vari contenitori in cui ho messo il cibo ho utilizzato quasi esclusivamente quello che avevo in casa, salvo un paio di vassoi di carta perchè non ne avevo abbastanza. L’effetto non è sicuramente dei più instagrammabili ma mi sembrava la scelta più ecologica. 

Sempre in tema ecologia per piatti, bicchieri e forchette abbiamo preso solo prodotti biodegradabili. Ok, questi costano più di quelli di plastica ma quando si tratta di inquinare meno il portafoglio passa in secondo piano. Poi alla fine non è che se ne debbano comprare quantità industriali e alla Coop c’è tutta la linea Vivi verde che è assolutamente alla portata di tutti.

Per la torta infine ho fatto una semplice ma molto buona torta di mele, perchè ci tenevo che potesse mangiarla anche Giulio.

Ed ecco qui, come vedete tutto molto semplice ma carino e cosa più importante, gli ospiti hanno gradito molto il buffet, perchè le decorazioni mica si mangiano!

Vi lascio come promesso tutte le ricette, spero vi siano utili.
Un abbraccio.
Sara

SALATI
– TORTA SALATA BIETOLE E RICOTTA.
Farcire una base di pasta sfoglia già pronta con un composto fatto da bietole cotte, ricotta, un uovo, noce moscata, formaggio grattugiato e sale. Cuocere a 180 gradi fino a doratura. (Si può fare il giorno prima).
– BRIOCHE SALATA.
Impastare la sera prima 250 g di farina manitoba, 1 uovo, 90 ml di latte, mezzo cubetto di lievito, 40 g di butto, 1 cucchiaino di zucchero e uno di sale. Viene un impasto piuttosto molle ma lavorabile, ci vorrà circa un quarto d’ora se fatto a mano. Far lievitare in frigo tutta la notte.
Il giorno dopo tirare fuori dal frigo l’impasto e farlo tornare a temperatura ambiente. Nel frattempo tritare molto finemente mortadella (o cotto o salame), olive verdi ed Emmental. Stendere sottilmente la pasta fino a fare uno o due rettangoli in base a quanto la volete fare grande, cospargerla bene del ripieno ed arrotolare su se stessa. A questo punto praticate delle piccole incisioni sulla superficie e fate lievitare ancora almeno un’ora. Cuocere poi a 180 gradi a doratura.
– VOULEVANT AL TONNO.
Usate le basi già pronte per facilitarvi il lavoro e farciteli con una mousse fatta di ricotta e tonno ottenuta semplicemente frullando il tutto insieme. (Farli il giorno della festa)
– TORTA SALATA CARCIOFI E SPECK.
Per la pasta impastate 250 g di farina 00, 2 cucchiai di olio, sale e acqua quanto basta per ottenere un composto bello liscio. E’ chiamata pasta matta e non richiede tempi di lievitazione. Preparate il ripieno affettando sottilmente i carciofi e fateli marinare un’oretta con olio, limone e sale. Dividete la pasta in due, foderate la teglia e mettete lo speck a striscioline sulla base, poi i carciofi, ancora speck e infine chiudete con la pasta avanzata, Questa deve essere tirata piuttosto sottile. Cuocere a 180 gradi fino a doratura (Si può fare il giorno prima).

– TRAMEZZINI.
Cospargete del pane bianco da tramezzini con un sottile strato di salsa tonnata o maionese, farcite con valeriana e uova sode e chiudete con altro pane. Importante, lasciarli avvolti nella pellicola fino all’ultimo momento. (Farli il giorno stesso della festa).

– SALATINI AI WURSTEL.
Adagiate i wurstel sulla pasta sfoglia, arrotolati in essa e tagliateli a fette. Cuocere a 180 gradi fino a doratura.

DOLCI
– CROSTATA.
Preparate la frolla con 250 g di farina 00, 125 g di burro freddo, 60 g di zucchero, 1 uovo, 4 g di lievito per dolci, scorza di limone e un pizzico di sale. Far riposare il tutto e poi realizzare la crostata con la marmellata che preferite. Vi lascio anche il link per la griglia per fare crostate perfette che mi avete chiesto in tante. (Si può fare il giorno prima)

-MUFFIN BANANA E CIOCCOLATO.
La ricetta è di La manina golosa, l’unica modifica che ho apportato è stata sostituire la farina 00 con l’integrale. (meglio farli il giorno della festa)

-BISCOTTI ALLA MARMELLATA.
Per molti questa ricetta parrà assurda per uno dei suoi ingredienti ma vi assicuro che sono buonissimi e soprattutto super collaudati, ricetta della mia nonna o forse addirittura della bisnonna.
Impastate 1/2 kg di farina 00 con 200 g di zucchero, 150 g di strutto, 3 uova, una bustina e mezzo di lievito per dolci e la scorza di due limoni piccoli. Stendete la pasta e tagliate i biscotti, avendo cura di praticare un foro in metà di questi (io ho un ditale di plastica che uso solo a questo scopo). Cuocete a 180 g per circa 10 minuti. Quando sono freddi prendete le basi, farcitele con poca marmellata e chiudete con i biscotti bucati. Spolverate con zucchero a velo (Si possono fare il giorno prima).
– TORTA DI MELE.
Mescolare insieme 200 g di farina 00, 130 g di zucchero, 2 uova, 60 g di burro fuso freddo, 1/2 bustina di lievito per dolci, buccia di un limone, 1 tazzina di latte e una mela a pezzetti. Versare il tutto nella tortiera e decorare la superficie con fette di mela. Cuocere a 180 g fino a cottura, fare la prova stecchino. (Meglio farla il giorno stesso della festa).

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Il nostro primo Natale in tre.

Si aspetta il Natale con trepidazione per settimane e poi vola via in un baleno, lasciandosi alle spalle carte stropicciate, nastri luccicanti e la lancetta della bilancia che ci guarda minacciosa. E’ così tutti gli anni, eppure ogni volta ci aspettiamo chissà cosa. Di sicuro per noi questo è stato speciale, la nostra prima volta in tre (quattro contando Ron). 

L’anno scorso Giulio era nel pancione che scalciava a più non posso, quasi pronto a venire al mondo per sconvolgere le nostre vite. E’ stato bello avere lui per casa che fremeva per assaggiare qualsiasi cosa ci fosse a tavola (come al solito direi), gattonare tra gli incarti dei regali senza capire realmente cosa volesse dire e vederlo tra i familiari prendendosi mille baci e coccole. 

Per lui è sicuramente stato un giorno come un altro, solo con più confusione e braccia tese per prenderlo in braccio ma potrà sempre rivivere questo giorno nelle foto quando sarà più grande. Al momento non ci sono cuginetti o fratellini con cui vivere la magia ma per fortuna ha un amico peloso molto paziente con cui dividere le coccarde per giocare, la morbidezza del divano e le coccole. 

In questi momenti di gioia non riesco però a fare a meno di pensare a chi non ha la stessa fortuna, chi desidera solo passare alla pagina successiva del calendario, perchè è solo, sta vivendo un periodo doloroso o vive in contesti in cui la felicità è un bene molto raro. Credo che sia per rispetto a loro che dovremmo sempre godere delle piccole ma bellissime cose che ci accadono tutti i giorni, senza dar peso al superfluo, all’apparenza e alla superficialità come invece troppo spesso accade. 

Lo stesso vale per rispetto a chi non c’è più, per coloro che non hanno avuto il privilegio di vivere tutti i giorni che sognavano. Per loro abbiamo l’obbligo morale di vivere sempre come se fossero le ultime ore a disposizione, senza barricarci dietro al “lo faccio domani”, “domani gli dirò che gli voglio bene”, “c’è tempo per questo abbraccio”. 

E’ la vita il dono più grande che abbiamo ricevuto, ringraziamo ogni giorno per questo come se fosse il regalo più grande, con la carta più colorata e la coccarda più scintillante che ci sia mai stato fatto.
Sara 

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Combattere l’usa e getta a Natale

Caro Babbo Natale, 
aiutami tu a far passare il messaggio che il 25 dicembre è uno dei giorni più belli dell’anno ma che non può e non deve essere la sagra dell’usa e getta, visto che il pianeta è uno solo e non se la sta cavando troppo bene. 
Sia chiaro, non sono contro ai regali e neanche alle decorazioni per la casa però ragazzi miei, la cosa ci sta decisamente sfuggendo di mano!

L’altro giorno ho fatto una passeggiata in centro con Giulio e mi sono imbattuta nelle bancarelle del mercato, dove i miei occhi hanno potuto vedere la corsa all’acquisto inutile e senza nessun controllo. La calca ai banchi degli addobbi di pessima qualità ma dal costo ridicolo che si tradurrà in tanta spazzatura entro la fine delle feste. La fila per acquistare regali cinesata ma sempre dal costo basso e che quindi va bene lo stesso perchè bisogna fare pensierini a tutti “altrimenti che figura ci faccio”. E avanti così, con una serie di comportamenti assolutamente poco ragionati e dalle conseguenze pesanti per l’ambiente che ci circonda.

Quando si affrontano con le persone argomenti del genere la prima risposta che ci viene data è “Ma io non mi posso permettere altro”. Consentitemi però di dire che nella maggior parte dei casi non è vero. Se parliamo delle decorazioni della casa basta comprarne poche, giusto per dare quel tocco festivo alla casa, acquistarle con un minimo di qualità e queste ci dureranno per degli anni. Per il tema regali a Natale ammetto che sono un po’ contraria a quelli fatti per gli adulti, proprio perchè si finisce per avere una lista infinita di acquisti da fare e il risultato è appunto quello di ritrovarsi a spendere pochi euro per persona e difficilmente per quelle cifre si riuscirà a prendere qualcosa di valido. Meglio dedicarsi solo ai bambini

Se invece ci si ritrova in una situazione in cui si è “costretti” a fare regali per tutti per non essere sempre gli unici a non farli allora il mio consiglio è uno, partire con larghissimo anticipo. Io, non scherzo, ho acquistato il primo di quest’ anno ad agosto! Mi piace che siano regali pensati, scelti possibilmente tra i prodotti di artigiani o di piccole realtà. Per cui se in piena estate una delle mie ceramiste del cuore mette in vendita una tazza che trovo perfetta per una persona a me cara la prendo subito e la metto da parte aspettando il Natale (storia vera!).

In questo modo diluisco la spesa nei mesi, sostengo altre mini realtà imprenditoriali italiane come la mia e faccio del mio meglio per degli acquisti consapevoli. 
Per fortuna Natale è sempre lo stesso giorno tutti gli anni e possiamo organizzarci per tempo!
A proposito di sostenere i piccoli imprenditori, vi lascio il link per scaricare gratuitamente la letterina di Babbo Natale della mia amica Laura, altra meravigliosa donna che lotta ogni giorno per far risplendere il suo sogno.

Vi auguro un Natale consapevole, fatto di scelte ragionate, profumo di mandarini, lucine dorate e risate con gli amici.
Sara

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Cinque valide ragioni per creare il menù settimanale.

Che io sia una patita dell’organizzazione e delle liste ormai è risaputo ma forse non tutti conoscono il mio amore senza confini per la pianificazione del menù settimanale. Spesso quando ne parlo le persone mi guardano con un misto di scetticismo e ammirazione (è un mix strano in effetti) ma dato che sono fermamente convinta che sia una delle cose più utili che ci siano ho deciso di scrivere un post per raccontarvelo meglio. Per convincervi della sua utilità mi baserò su i suoi cinque importantissimi vantaggi.

1) Ottimizzate il tempo.
Decidendo a tavolino una volta a settimana cosa andrete a preparare nell’arco dei sette giorni farete la spesa una sola volta invece di mille uscite (tranne ovviamente per cose fresche come il latte e il pane). Sapendo già cosa avete in programma per il giorno successivo non starete a perdere tempo a pensare e ripensare cosa fare con i due ingredienti che avete in frigo ma andrete a colpo sicuro. Infine potete sempre portarvi avanti, ad esempio se a cena state facendo cuocere un risotto e sapete che per il pranzo del giorno successivo è prevista una calda zuppa potete già metterla sul fuoco e dopo non vi resterà che scaldarla.

2) Mangiate meglio.
Quante volte vi siete buttate sulla prima cosa che avete trovato in dispensa perchè avete finito di lavorare tardissimo o semplicemente non avete voglia di mettervi a fare nulla, neanche a pensare a cosa cucinare? Io tante prima di imbattermi in questo metodo e di sicuro non si mangia mai benissimo quando si fa così. Progettando il menù prima andrete a distribuire nell’arco della settimana tutti gli alimenti che ritenete importanti per la vostra alimentazione, alternando proteine a carboidrati o fibre.

3) Niente sprechi.
Se fate il menù prima di andare a fare la spesa acquisterete solo quello di cui avete realmente bisogno, al termine dei sette giorni avrete consumato tutto e non avrete buttate neanche una sola foglia di insalata (cosa che personalmente odio profondamente).

4) Risparmiate.
Ovviamente c’è anche la questione risparmio, perchè facendo una spesa mirata non solo non sprecherete cibo ma neanche soldi in prodotti che altrimenti finirebbero nella spazzatura. Per non parlare della benzina, che a meno che non abbiate il supermercato sotto casa consumate ogni volta che andate a fare la spesa. Se decidete il menù e vi impegnate un minimo risparmierete anche perchè andrete a cucinare tutto partendo dalle materie prime e non facendo incetta di cibi già pronti che sono spesso poco sani, pieni di imballaggi inquinanti e più cari.

5) Non mangiate sempre le stesse cose.
Organizzando a tavolino il menù non mangerete mai le stesse cose, provare per credere. E’ vero che io amo particolarmente cucinare e ho tanta fantasia ma sono comunque una donna che lavora (e tanto) e nonostante ciò prima di ripetere lo stesso piatto passano minimo dieci giorni. Se questa settimana la dose di legumi prevede una zuppa di lenticchie, la settimana dopo farò le polpette di fagioli e quella dopo ancora del delizioso hummus di ceci e così via.

Detto ciò ovviamente non è che bisogna per forza di cose prendere alla lettera il menù che avete scritto, pena la fine del mondo! Se per qualsiasi motivo avete necessità di invertire i pasti, sostituirli con altri o semplicemente vi viene un’improvvisa voglia di pizza nessuno vi obbliga a rimanere ligie alla lista.

Spero di avervi convinto a provare e di essere stata realmente utile almeno ad alcune di voi. Munitevi di taccuini o blocchetti e stilate la vostra lista. Se avete scarsa fantasia culinaria vi consiglio di crearvi una lista di ricette che usate fare dividendole per categorie (primi, secondi, contorni) e di consultarla quando siete a corto di idee.
Un abbraccio e buon menù settimanale!
Sara